Il digiuno intermittente nella pratica clinica e sportiva

Il digiuno intermittente nella pratica clinica e sportiva

Il digiuno è una pratica nutrizionale che l’uomo applica da millenni, essendo una componente rituale di praticamente tutte le religioni. Il digiuno infatti, se applicato in condizioni controllate, può avere un grandissimo beneficio per la salute umana. Il digiuno rappresenta uno stimolo nocivo per il corpo, come in effetti l’esercizio fisico. Allo stesso modo dell’esercizio fisico tale stimolazione negativa opera nel corpo un adattamento e un condizionamento che lo rendono più forte ed efficiente, ma se protratta troppo a lungo e in condizioni non adeguate porta ad implicazioni pericolose.

La scienza sta studiando da molti i anni i benefici del digiuno intermittente, così chiamato per distinguerlo dal digiuno estremo comunemente inteso (ciò che gli inglesi chiamano starvation, una vera e propria denutrizione). Esistono innumerevoli protocolli che prevedono di digiunare interi giorni sporadicamente o di operare dei micro-digiuni quotidiani all’interno della giornata stessa (digiunando per 12, 16 o 18 ore).

Come strutturare un protocollo di digiuno intermittente dipende grandemente dal soggetto sui cui viene applicato, dallo stile di vita e dalle finalità per cui viene applicato. Il digiuno intermittente non è una semplice dieta e lo scopo non è meramente la perdita di peso. La scienza ne ha ormai evidenziato il grande potenziale nella prevenzione e trattamento delle patologie e nell’incremento della longevità.

Tra gli effetti del digiuno intermittente vanno sottolineati:

  • La perdita selettiva di massa grassa
  • Il miglioramento del metabolismo e della sensibilità insulinica
  • Il miglioramento della composizione della flora batterica intestinale e delle problematiche digestive
  • Il miglioramento delle funzioni cognitive e della lucidità mentale
  • Il potenziamento del sistema immunitario
  • Il miglioramento dell’appetito e del senso di sazietà
  • La riduzione dell’infiammazione
  • La rigenerazione e la riparazione cellulare

Il principale ostacolo alla diffusione del digiuno intermittente nella società moderna occidentale è dato dal pregiudizio culturale e da preconcetti pseudoscientifici senza alcuna base sperimentale.

Numerosi studi hanno ripetutamente dimostrato come anche negli atleti la perdita di massa muscolare si presenti solo dopo settimane di completo digiuno, non certo dopo ore. Fermo restando che tanto maggiore è l’intensità dell’esercizio fisico tanto più l’alimentazione dovrà essere ben bilanciata per sostenere i periodi di digiuno.

La vera assurdità sta piuttosto nel mangiare continuamente tutto il giorno ogni 2/3 ore, provocando continui picchi glicemici che danneggiano la sensibilità delle cellule all’insulina e la capacità di bruciare i grassi. Questo stile alimentare ha portato l’uomo ad una vera e propria dipendenza da cibo, in particolare da zuccheri, che ha alterato completamente il suo fisiologico senso della fame e della sazietà.

Dott. Lorenzo Ambrosini
Biologo Nutrizionista
HERAKLES Nutrizione clinica e sportiva
info@nutrizione-herakles.it
www.nutrizione-herakles.it

Bibliografia essenziale

  • Hatori et al. (2012) Time-restricted feeding without reducing caloric intake prevents metabolic diseases in mice fed a high-fat diet.
  • Moro et al. (2016) Effects of eight weeks of time-restricted feeding (16/8) on basal metabolism, maximal strength, body composition, inflammation, and cardiovascular risk factors in resistance-trained males.
  • Tinsley et al. (2017) Time-restricted feeding in young men performing resistance training: A randomized controlled trial.

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